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ALDO FERRARO E LE SUE COLLEZIONI PER LA FESTA DELLA MAMMA 2022.

A cura di Ilaria Solazzo 



Tra qualche giorno sarà la Festa della mamma, una ricorrenza molto sentita non solo in Italia, ma anche in altri Paesi del mondo. Ma come nasce? E come viene celebrata?
Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Chi? La mamma, naturalmente.Lei è una persona speciale per ogni bambino, ragazzo, adulto. Una roccia alla quale aggrapparsi nei momenti di difficoltà, una fidata alleata, una severa educatrice ed anche una compagna con la quale divertirsi e parlare del più e del meno. Una mamma può essere tutto questo e forse anche di più. “La mamma è mamma”, “Di mamma ce n’è una sola”… per questo, ogni anno, le dedichiamo un giorno in cui tutte le nostre attenzioni per lei si moltiplicano improvvisamente.

Occorre pensare alla Festa della Mamma con un po’ di anticipo, così da avere il tempo di organizzare e non sprecare nemmeno un minuto. Sebbene sia una ricorrenza che tendono a festeggiare soprattutto i bambini piccoli, non è detto che da donne adulte non si possa continuare questa bella tradizione che rende felici tutti.

Ad un biglietto con una frase sentita non sarebbe male abbinare un bel regalo. La prima domanda quando si pensa ai regali che le si possono fare è: “Cosa piace davvero alla mamma? Cosa ama che mai nessuno le ha regalato?”. Può trattarsi di un regalo semplice, persino dei fiori ad esempio, purché sia qualcosa che realmente lei desidera.

La festa della mamma è una ricorrenza civile in alcuni Paesi del mondo, celebrata in onore della figura della madre, della maternità e dell’influenza sociale delle madri. Non esiste un unico giorno dell’anno in grado di accomunare tutti gli Stati in cui l’evento è festeggiato: in quasi due terzi di questi Paesi la festa è celebrata nel mese di maggio, mentre circa un quarto di essi la festeggia a Marzo.

In Italia la festa cade nel mese di Maggio. La festa della mamma come la si intende oggi è nata a metà degli anni cinquanta in due diverse occasioni, una legata a motivi di promozione commerciale e l’altra invece a motivi religiosi. Dal punto di vista commerciale, fu Raoul Zaccari, senatore e sindaco di Bordighera, uno dei promotori della legge inerente la festa della mamma approvata nel 1958; in collaborazione con Giacomo Pallanca, presidente dell’Ente Fiera del Fiore e della Pianta Ornamentale di Bordighera-Vallecrosia. 

Dal punto di vista religioso, la festa risale all’anno successivo, il 1957, e ne fu protagonista don Otello Migliosi parroco di Tordibetto di Assisi, in Umbria, il 12 maggio 1957. L’idea di don Otello Migliosi fu quella di celebrare la mamma non già nella sua veste sociale o biologica ma nel suo forte valore religioso, cristiano anzitutto ma anche interconfessionale, come terreno di incontro e di dialogo delle varie culture tra loro: il suo tentativo è stato ricordato, in due contributi, anche dal quotidiano vaticano. Da allora, ogni anno, la parrocchia di Tordibetto celebra ufficialmente la Festa con importanti manifestazioni a carattere religioso e culturale. Sempre a Tordibetto è localizzato, unico in Italia, un “Parco della Mamma”, progettato dall’architetto assisano Enrico Marcucci intorno ai resti dell’antica chiesa di Santa Maria di Vico, con al centro una statua della maternità, opera dello scultore Enrico Manfrini. Quando il 18 dicembre 1958 Raul Zaccari – insieme ai senatori Bellisario, Baldini, Restagno, Piasenti, Benedetti e Zannini – presentò al Senato della Repubblica un disegno di legge tendente a ottenere l’istituzione della festa della mamma. L’iniziativa suscitò un dibattito in Senato, che si prolungò anche nell’anno successivo: alcuni senatori ritenevano inopportuno che sentimenti così intimi fossero oggetto di norma di legge e temevano che la celebrazione della festa potesse risolversi in una fiera di vanità. 

La festa comunque prese ugualmente campo in tutta Italia e fu celebrata inizialmente l’8 maggio; in seguito la festività venne confermata nella seconda domenica di maggio. In questa occasione, i bambini offrono regali alle loro madri, come disegni o altri lavoretti, che molto spesso hanno realizzato a scuola; comune è anche l’usanza di recitare poesie dedicate alla mamma, anch’esse studiate a scuola. 

La donna più importante della nostra vita è stata al centro di tantissimi film che ci hanno fatto sorridere, emozionare, fino a farci versare qualche lacrima. Nel giorno della sua festa, ecco alcuni ruoli di mamme straordinarie.

È la donna che non ci tradirà mai, che sarà sempre al nostro fianco in qualsiasi momento e il cinema le ha dedicato migliaia di film. Gli esempi si sprecano: si va dalla forza e dal coraggio Julia Roberts in “Erin Brockovich”, al fascino sinistro di Anjelica Houston in “La Famiglia Addams”, fino alla straziante doppia vita di Anna Magnani in “Mamma Roma”. Anche i film d’animazione sono pieni di figure di mamme che darebbero la vita per i propri pargoli, delle vere e proprie supereroine che lottano tutti i giorni per vedere un semplice sorriso stampato sul volto dei figli, come la simpaticissima Elastigirl de “Gli Incredibili”. 

1 – Julia Roberts/Erin Brockovich in “Erin Brockovich – Forte come la verità”. Nel  pluripremiato film del 2000, firmato da Steven Soderbergh, Julia Roberts è una giovane segretaria precaria di uno studio legale , madre di tre figli, nubile dopo ben due divorzi che si mette ad indagare sulla Pacific Gas and Electric Company, società che ha contaminato le falde acquifere provocando gravi malattie alle persone residenti di una cittadina californiana. Se non l’avete ancora visto, non vogliamo svelarvi il finale, ma la performance della mamma coraggio della Roberts fu premiata con l’Oscar e con un posto indelebile tra i ruoli più belli per una donna nella storia del cinema mondiale.

2 – Meryl Streep/Donna Sheridan in “Mamma Mia!”. Nella trasposizione cinematografica del 2008 dell’omonimo musical, basato sulle musiche del gruppo svedese ABBA e diretto da Phyllida Lloyd, la regina Meryl Streep interpreta il ruolo di Donna Sheridan, mamma di Sophie (Amanda Seyfried) e gestore dell’hotel che porta il suo nome, Villa Donna, sull’isola di Kalokari, in Grecia. Donna dal passato turbolento, ricco di passione e amori, questa mamma è l’emblema della gioia di vivere, della spensieratezza e testimone del fatto che le mamme, prima di essere tali, sono donne, amiche e amanti.

3 – Anna Magnani/Roma Garofalo in “Mamma Roma”. La Magnani è considerata un po’ la mamma per eccellenza, in ambito cinematografico, per i suoi ruoli da chioccia (vedi  anche“Roma città aperta”). Insuperabile e indimenticabile è la parte di Roma Garofalo in “Mamma Roma”, capolavoro del 1962 del maestro Pier Paolo Pasolini. Detta “Mamma Roma”, la donna è una prostituta romana decisa a cambiare vita per il figlio Ettore, ignaro del suo mestiere. Roma decide di allestire un carretto di frutta e verdura, ma il suo protettore si rifà vivo, e per lei inizia una doppia vita, di giorno al mercato e la notte sulla strada. Un ruolo emozionante che dimostra appieno il bene incondizionato delle madri verso i proprio figli, disposte veramente  tutto per vederli sorridere.

4 – Angelina Jolie/Christine Collins in “Changeling”. Un ruolo insolito per Angelina Jolie è stato quello di Christine Collins nel film del 2008 “Changeling”, diretto dal grande Clint Eastwood. La pellicola si basa su eventi realmente accaduti a Los Angeles, nel 1928, quando una donna perse il suo bimbo e la polizia gliene portò un altro. Ogni successiva dichiarazione della donna venne data come falsa e fu addirittura definita insana di mente. Straziante, commovente con una Jolie davvero da brividi che farà di tutto per farsi credere e continuerà a cercare il figlio David per il resto della sua vita.

5 – Elastigirl nel film d’animazione “Gli Incredibili”. Nella vita di tutti i giorni è mamma dei due bimbi Violetta e Flash, ma quando il crimine serpeggia, allora diventa Elastigirl, supereroina del film d’animazione del 2004, diretto da Brad Bird, prodotta dalla Disney Pixar. Successo commerciale clamoroso, i personaggi del film sono diventati delle vere e proprie icone dei film d’animazione, e questa super-mamma è il simbolo più appopriato  e simpatico per definire al meglio i “superpoteri” delle mamme moderne, divise tra lavoro, figli e mille impegni.

Il regalo perfetto per la Festa della Mamma? Lo si trova da “Aldo Ferraro Orafo”.



Collane, orecchini, bracciali e anelli… quest’anno la Festa della Mamma si festeggia nel segno della moda, grazie a regali preziosi ed imperdibili, da custodire negli anni a venire. Per ricordare sempre il legame unico che lega mamma e figli. 
“Un diamante è per sempre”, recitava un vecchio slogan. Anche senza ricorrere a pietre preziose troppo costose, il gioiello resta un’ottima idea regalo per il Mother’s Day, grazie a creazioni in grado di adattarsi a gusti e stili diversi, pur rimanendo un oggetto da custodire ed indossare negli anni a venire. Aldo Ferraro propone di tutto e di più, anche charm che simboleggiano il legame indissolubile tra madri e figli,, ma ha pensato anche a bracciali e collane con la scritta MOM… e non solo!

ILARIA SOLAZZO INTERVISTA IL MAESTRO ORAFO ALDO FERRARO

Aldo Ferraro Orafo è un “artigiano” italiano capace di trasformare il metallo più prezioso e splendide pietre in esclusivi “pezzi unici”.

Aldo è una persona sensibile: si potrebbe dire un intellettuale della forma e della materia. Le sue sono opere nelle quali vive il senso profondo di una cultura antica che si alimenta anche di ricerca interiore e di ricerca di materiali, che soprattutto si esprime in forme di grande valore effettivo. 

Produce e vende anelli, pendant, ecc. su ordinazione. Alcune sue creazioni sono state esposte in diverse mostre. Dotato di tecnica sopraffina e di superiore sensibilità’, gli altri artigiani hanno grande fiducia in lui e lo chiamano “maestro”. 

ILARIA – In cosa consiste il tuo lavoro? 

ALDO – Fabbrico e commercio oggetti preziosi.

ILARIA – In un’epoca dove la tecnologia e l’industrializzazione penetrano sempre più nella nostra quotidianità, quant’è importante preservare il lavoro artigianale? 

ALDO – Bisogna conoscere passato e presente, utilizzare il passato per saper fare e costruire il futuro.

ILARIA – Quali vantaggi si hanno nel contatto umano delle piccole botteghe, rispetto a chi sceglie di acquistare prodotti online da grandi brand? 

ALDO – Moltissimi, chi fa vedere di saper fare, oggi è considerato quasi un mago. Questo valorizza il lavoro artigianale.

ILARIA – Quale importanza attribuisci ai mezzi di comunicazione online per promuovere le realtà artigianali e commerciali locali? 

ALDO – Bisogna sapersi adattare a questi tempi moderni, chi non comunica rimane isolato in una cupola di vetro.

ILARIA – Come piccolo imprenditore quale credi che siano le caratteristiche che che debba avere una persona per dare vita a a una propria azienda artigianale?

ALDO – Innanzitutto, è necessario avere un capitale proprio, anche perché spesso le banche non sostengono adeguatamente le imprese nascenti… inoltre è fondamentale l’esperienza. Oggi molti neo imprenditori si buttano sul mercato immediatamente dopo aver frequentato qualche corso, senza disporre delle sufficienti conoscenze per farlo. Problema questo che si manifesta particolarmente nei casi di trasferimenti delle aziende, nei quali il nuovo corso dell’impresa viene portato avanti senza che si avvalga di figure fondamentali come quella del vecchio artigiano la cui esperienza aiuta i giovani a dotarsi della giusta professionalità.

ILARIA – Il virus che dal 2019 ha fatto ingresso nel mondo, come ha attecchito nella tua vita professionale?

ALDO – La pandemia ha complicato le cose, ma al tempo stesso, mi ha offerto inaspettati spunti di riflessione che hanno arricchito di nuovi significati le mie creazioni, frutto della mia grande curiosità e del mio amore per la musica, la moda, l’arte, la pittura…

ILARIA – Le tue collezioni sono tutte legate a temi importanti, come mai?

ALDO – La pandemia ci ha costretto a ripensare alle cose davvero importanti della vita. Abbiamo fatto tutti una grande abbuffata di digitale, di riunioni online, di social media… Però, diciamo la verità, il “faccia a faccia” è un’altra cosa e ne abbiamo sentito disperatamente la mancanza. Per NOI uomini la comunicazione è un fatto primordiale, i primi istanti di una conoscenza sono fondamentali e fulminei, uno scambio di emozioni che passa soprattutto attraverso gli occhi. Una delle mie collezioni parla proprio di questo: si dice che gli occhi siano lo “specchio dell’anima” e li ho voluti ricreare coi colori con cui li percepiamo (verde, castano, azzurro), grazie a una doublette di madreperla, tagliata su misura e del vetro colorato. Ho ultimato, pochi giorni fa, anche, una nuova collezione, con perle e coralli protagonisti, ma rivisitati in chiave molto personale. È una collezione figlia del mare, che amo moltissimo ed è una presenza costante nella mia vita.

ILARIA – Ci parli della tua linea pop art?

ALDO – La linea “Love” in stile Pop Art è nata, anch’essa, durante il lockdown e ha una storia tutta sua, perché grazie ai miei figli ho capito veramente cos’è l’amore, e come sia sempre accompagnato da un pizzico di follia che trasforma in gioia e creatività ogni nostro momento insieme. La scritta “Love” comunica un messaggio forte, di passione e vitalità rispecchiando quel meraviglioso, destabilizzante sentimento che è l’amore. Ho “giocato” con resine multicolori che ho solidificato. I gioielli di questa collezione sono esuberanti, coloratissimi, e sono pezzi unici ed irripetibili, piccole “opere d’arte” non riproducibili per 300 persone differenti, si oppongono ad ogni omologazione per essere sempre diverse e sempre diversamente interpretabili.

ILARIA – Disegni tutto tu?

ALDO – Sì, io mi occupo dell’acquisto delle materie prime e dei vari disegni per ogni collezione. 

ILARIA – Quindi la pandemia non ha influito negativamente su di te?

ALDO – Come dicevo, il Covid ci ha costretto a riflessioni che possono portare a cambiamenti anche positivi nelle nostre vite, senza nulla togliere alla tragedia che è stata sotto gli occhi di tutti. Sono ottimista per il futuro del mio settore, perché durante il lockdown non sono mancate solo le occasioni per sfoggiare materialmente i gioielli: più profondamente, ci sono mancate le occasioni per fare esperienze, nuove conoscenze, avventurarci in luoghi sconosciuti, insomma per provare emozioni da condividere. Un gioiello secondo me non deve essere confinato solo alle ricorrenze, ma dovrebbe nascere ed ha un senso proprio per questo, per coronare un sogno e completare ed arricchire un’emozione. Alla fine del Covid vi sarà tanta voglia di novità, di abbracci, di intimità… un’esplosione di emozioni da condividere e celebrare tutti i giorni!

ALDO FERRARO ORAFO

Sul Webhttps://aldoferraroorafo.it/

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Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente, in esclusiva, dal Maestro Orafo Aldo Ferraro alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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