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DIEGO LUSCHI CI SVELA I SEGRETI DEL SUO LIBRO: “VI SENTO. L’ARTE DI AMEDEO MODIGLIANI”

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger ha intervistato lo scrittore Diego Luschi autore del libro “Vi sento. L’arte di Amedeo Modigliani”.

Il periodo di tempo narrato è relativamente breve, pochi anni della vita di Modigliani a Parigi, con qualche scorcio sul passato ed un sottile insito presagio della sua futura fine. Potrebbe sembrare semplice infilarsi nei panni di un personaggio storico e cercare di comprenderne stile di vita, emozioni e modi di essere, semplice, perché nessuno può in realtà conoscere l’intima natura umana, e quello che ci viene trasmesso non è altro che storia, scritta nero su bianco, talvolta narrata da voci terze. Ebbene, può sembrare facile, ma non lo è per niente. Diego Luschi ha saputo calarsi perfettamente, quasi come un attore di palcoscenico, nei panni di Modigliani e dare voce alla sua voce, dare vita ai suoi pensieri, dare sfogo alle sue emozioni, condividere con lui l’eterna lotta tra lucidità e passione, tra tormento ed esaltazione, soffrire con lui della malattia e della nostalgia delle figure fondamentali del suo passato. Ha saputo condividere, ma soprattutto esprimere il calvario di un artista che non è riuscito a comprendersi fino in fondo, che ha cercato la strada per fare della sua arte la più grande testimonianza di ciò che era veramente, qualcuno in grado di sentire, di sentire veramente, di percepire qualcosa di più oltre il velo, oltre la vita quotidiana, oltre i volti e i colori della normalità. L’autore accompagna Modigliani, lo fa vivere nel cruccio dei ricordi di un ragazzino che studiava arte ma che si distingueva dalle pennellate di paesaggi tutti uguali, che doveva trovare la sua strada, la sua valvola, il suo modus, qualcosa che nessun’altro aveva. Nessun’altro, se non suo nonno, una figura immensa e presente, anche dopo la morte, dentro di lui. E solo alla fine, su quello che pare il suo capezzale, quando ormai negli occhi degli amici si riflette la paura di quel sottile filo che lo lega alla vita, dipinge ancora una volta, dipinge con il furore che l’ha sempre acceso d’improvviso, con la commozione di un pittore che sa finalmente cosa esprimere, cosa vedere, cosa sentire.

E lo capisce, lo sente, dentro di sé, lo percepisce, quello che lui solo può fare: ‘ vi sento’. Con uno stile di scrittura lineare, semplice e per niente vezzoso, il libro scivola via tra le dita senza il tempo di potersene accorgere.

Un libro che mi sento caldamente di raccomandare: poco importa se non avete mai saputo niente di Modigliani, dopo averlo letto, correrete a cercare la corrispondenza delle sue opere ovunque, dai vecchi libri di arte del liceo o universitari, o tramite internet per i più voraci. Sapere cosa c’è dietro un’opera, la rende unica ed improvvisamente, sacra e viva. Consigliatissimo.

Lo colloco in una immaginaria trilogia tra il film “I colori dell’anima” e il monologo di Michele Crestacci.

Dove poter acquistare il libro online
https://www.ibs.it/vi-sento-arte-di-amedeo-libro-diego-luschi/e/9788831250191?msclkid=42aef453cf9511ecb495f1f513ec78b1

https://www.mondadoristore.it/Vi-sento-arte-Amedeo-Diego-Luschi/eai978883125019/?msclkid=42af296acf9511ecb28af933f3bc9886

https://www.libreriauniversitaria.it/vi-sento-arte-amedeo-modigliani/libro/9788831250191?msclkid=42b03f86cf9511ec84fd0959ed514647
https://www.unilibro.it/libro/luschi-diego/vi-sento-l-arte-di-amedeo-modigliani/9788831250191?msclkid=42b068bbcf9511ecb542df6120147e1b

https://www.lafeltrinelli.it/vi-sento-arte-di-amedeo-libro-diego-luschi/e/9788831250191

https://www.libraccio.it/libro/9788831250191/diego-luschi/vi-sento-arte-di-amedeo-modigliani.html?msclkid=42b0a1cacf9511eca0755d6c67a84fd9

http://www.violaeditrice.it/prodotto/vi-sento-larte-amedeo-modigliani/
Scheda del libro
http://www.violaeditrice.it/prodotto/vi-sento-larte-amedeo-modigliani/

Sito web della casa editrice
http://www.violaeditrice.it

Dettagli

Titolo: “Vi sento. L’arte di Amedeo Modigliani”.

Autore: Diego Luschi.

Casa editrice: Viola editrice.

Editrice: Valentina Succi.

Distributore Italia-Estero: LIBRO.CO.

Prefazione: Lamberto Giannini. 

Grafica strutturale: Luca Dentale.

Prezzo: 14 euro.

Immagine in quarta di copertina di: Francesco Tonarini.

Immagine in copertina di: Gabriele Di Caro.

Collana: Arte.

Codice EAN: 9788831250191.

Anno pubblicazione: 2020.

Numero pagine: 161.

Copertina: a colori. 

Tipo: brossura.

Dario Ballantini – Avete mai pensato di scavare a fondo un’idea, un concetto, che vi affascina da morire? Avete mai pensato che le idee possano esser espresse oltre alle parole, e che non siano soltanto il susseguirsi di lettere, ma incastonate in uno sguardo, in un cruccio della bocca, in una posa, rappresentate da immagini potenti che colpiscono forte allo stomaco lasciando completamente inermi? Forse non lo sapeva neanche Modigliani, o forse sì, quando partì per Parigi, ma tutta la sua vita è stato questo: una continua ricerca, uno studio senza tregua, su come rendere giustizia a una vita, come far assaporare le immense diversità che ogni uomo e ogni donna portano inevitabilmente dentro. Come sono nati quei volti? Come hanno potuto racchiudere in pochi tratti essenziali un’anima? Perché nonostante tutto ciò che ha subìto l’arte di Modigliani affascina e sconvolge ancora?

Info sull’autore
Diego Luschi, nato a Livorno il 17.06.1984 è laureato in Storia contemporanea all’Università degli Studi di Pisa. Ha pubblicato nel 2009 “Una voce dal basso” (A. Sacco Editore).
Ha una profonda passione per alcune discipline umanistiche come la filosofia, la letteratura e l’arte alla quale unisce da sempre la scrittura.
Trama del libro
Il romanzo si apre nel 1910 con i pensieri di Modigliani sulla Parigi che sta vivendo, sulla moltitudine di maschere che si ritrova a studiare, disegnare e scolpire. Modigliani è uno scultore e il suo lavoro pian piano si sta arricchendo di nuovi spunti e riflessioni. Conosce Anna Achmatova, la futura poetessa russa, e i due intraprendono una relazione viscerale ma quanti amori può contenere un solo corpo? L’arte per entrambi è più forte del resto e un giorno la poetessa farà ritorno a Carskoe Selo. I continui flashback mostrano pian piano l’evoluzione artistica e i pensieri, le difficoltà di un giovane Modigliani a Livorno, Firenze e Venezia. L’esposizione degli Indipendenti del 1912 è una grande delusione, aumentata dal precario stato di salute. Il 1913 è il momento di un secondo soggiorno nella sua Livorno ed è proprio in questo periodo, passato in maggior parte a Pietrasanta a scolpire il marmo monumentale, che capirà che la tubercolosi è un ostacolo insormontabile per la sua scultura e che servirà un cambio di passo o morirà. Durante il viaggio di ritorno a Parigi capisce che deve trasportare tutto nella pittura. La guerra è alle porte e l’omicidio di Juan Juarés, attivo pacifista, è l’occasione d’incontro con un vecchio pescatore di Marsiglia, amico del nonno, che lo sprona a continuare, a non arrendersi, a cercare dentro di sé quel dono di saper mettere a nudo le persone, capendone le difficoltà, le malinconie, le miserie, che ogni vita inevitabilmente si porta dietro.
INTERVISTA
Ho deciso di intervistare, per voi, Diego Luschi, autore del libro “Vi sento. L’arte di Amedeo Modigliani”. Diego è famoso per avere una doppia vita divisa tra l’arte, la filosofia e la scrittura. Si destreggia tra i libri e le discipline umanistiche come un supereroe 3.0. Ecco le domande che gli ho posto!

ILARIA – QUANDO HAI INIZIATO A SCRIVERE E DA DOVE ARRIVA LA TUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?

DIEGO – La passione è scoppiata letteralmente e in maniera viscerale nel periodo universitario. Sono arrivato all’università quasi completamente sprovveduto di basi umanistiche, venendo da un liceo artistico. 

Ad esclusione della fase iniziale, dove ho avuto parecchie difficoltà, pian piano mi sono appassionato a tutto. La scrittura era già arrivata diversi anni prima sotto forma di diario, per sfogo, quando una delle persone più importanti della mia vita stava molto male.

ILARIA – CHE RAPPORTO VI E’ TRA TE E LAMBERTO GIANNINI?

DIEGO – Lamberto è il professore che avrei voluto. E’ un professore di filosofia e storia ed è regista di una compagnia teatrale (Mayor Von Frinzius) composta per metà da persone con disabilità. Quando posso lo seguo con grande interesse, soprattutto nelle varie lezioni che fa dal vivo, aperte a tutti, e che carica poi sul suo LambeCanale su YouTube.
L’ho sempre considerato un punto di riferimento, una persona intellettualmente onesta, e quando scrissi questo romanzo decisi di inviarglielo per avere un suo parere.   

ILARIA – PER TE MODIGLIANI CHI E’?

DIEGO – Modigliani è stato un genio del Novecento, uno di quelli che con una certa dose di masochismo ha stravolto i canoni della pittura.
Le scelte che ha fatto, la propria testarda coerenza, gli hanno evitato soluzioni facili, anche una certa tranquillità economica, per rincorrere ciò che credeva. Modigliani era una persona culturalmente molto preparata, forse addirittura troppo per certi ambienti, e allo stesso tempo era un artista profondamente insoddisfatto.

ILARIA  – A TUO AVVISO PERCHE’ L’ARTE DI MODIGLIANI AFFASCINA E SCONVOLGE TUTTI ANCORA OGGI?DIEGO – Perché è un’arte a più livelli. Se uno si accontenta della “deformazione” senza volerne capire il motivo riesce comunque a rimanere coinvolto dalle espressioni, dai colori, ma se decide di andare a fondo…

ILARIA – COM’È DESTREGGIARSI TRA I LIBRI, UN CAFFÈ E LE TUE MOLTEPLICI PASSIONI?

DIEGO – Prima di tutto mi destreggio nel lavoro impiegatizio che occupa gran parte del mio tempo. Le passioni che ho le coltivo nel tempo che riesco a ritagliarmi dopocena o nei giorni liberi. Un aspetto importante, qualsiasi cosa faccia, leggere o scrivere, è avere un bel sigaro cubano, o simili.

ILARIA – C’È UN GENERE DI LIBRO CHE NON SCRIVERESTI MAI? PUOI SPIEGARCI IL PERCHÈ?

DIEGO – Non scriverei mai un romanzo fine a se stesso. Non è una questione di genere, tutti i generi possono essere affascinanti e terribili. Potrei sperimentarmi in tutto, certo serve una grande preparazione, non si deve improvvisare niente. Prima di scrivere una biografia, e pensare di poter dire la mia, ne ho lette tante, magari un giorno scriverò un fantasy, ma non oggi.

ILARIA – PARLANDO DEL TUO LIBRO “VI SENTO”, COME TI È VENUTA L’ISPIRAZIONE PER SCRIVERLO? COS’HAI AMATO MAGGIORMENTE DURANTE LA STESURA?

DIEGO – Mi ricordo che iniziai a cercare in giro una persona che me lo ricordasse, perché non riesco a fare degli schemi, ho bisogno di visualizzare una persona reale, conoscerla, vederne i pregi e i difetti.

Nello scrivere ho amato l’onestà dell’artista Modigliani, fuori da tutte le leggende che lo avevano portato ad essere un personaggio vuoto. E’ stato un lavoro faticoso perché ci sono fior di esperti ed io ero solo un semplice lettore ma per fortuna con una buona dose di tenacia.

ILARIA – DURANTE LA SCRITTURA DEL LIBRO, QUALE CANZONE HAI ASCOLTATO E PERCHE’ PROPRIO QUELLA?

DIEGO – Mi piace trovare delle assonanze tra quello che faccio, quello che scrivo, e la musica e in questo caso trovai una bellissima canzone dei Måneskin (Torna a casa) perché se il nome Marlena fosse l’idealizzazione della sua pittura quella canzone racconterebbe la sua voglia di tornare a Livorno da artista.

ILARIA – QUAL E’ IL TUO PUBBLICO IDEALE? A CHE TIPOLOGIA DI LETTORE PENSI QUANDO SCRIVI? 

DIEGO – Proprio per questa volontà di scrivere su più livelli mi piacerebbe poter arrivare a tutti, in maniera indiscriminata. Credo da scrittore si debba puntare a questo, chi dice il contrario bara soprattutto con sé.

ILARIA – SE TU POTESSI SCEGLIERE SOLO TRE LIBRI DA CONSIGLIARE, QUALI SAREBBERO? 

DIEGO – Consiglierei innanzitutto un libro di poesie, ci sono tanti autori, magari un libro che sia l’opera omnia (se non è in vita), e potrebbe essere quello di Giorgio Caproni che considero uno dei più grandi del nostro Novecento. Secondo andrei su “Sostiene Pereira” di Tabucchi perché racconta di un inetto che, anche un po’ involontariamente (almeno nella fase iniziale), riesce a rivoluzionare il proprio mondo, e oggi ne avremmo davvero bisogno. Terzo tornerei al mio amato (tanto in gioventù) Pratolini per offrire in lettura “Cronaca familiare”, perché ciò che accade nella sua famiglia (è un’autobiografia) è quello che accade nel mondo e alle volte certe narrazioni ci fanno credere delle cose che non sono vere e che meriterebbero tutt’altra attenzione.

ILARIA – COSA BOLLE IN PENTOLA?

DIEGO – Bolle tanto. Sto lavorando ad una trilogia che mi piacerebbe intitolare “Gli esclusi”. Non posso anticipare molto perché come presentarli spetterà alla volontà degli editori con cui collaborerò, posso soltanto dire che affronteranno tre tematiche molto importanti del nostro vissuto attuale. Grazie Ilaria, è stato veramente piacevole.

COOLMAGAZINEINTERNATIONAL 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente da Diego Luschi, in esclusiva, alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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