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DOMENICO AURIEMMA HA CONQUISTATO HOLLYWOOD

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger ha intervistato, per noi e per voi, il genio creativo del “Made in Italy” nel mondo.

Gli occhiali da sole, l’accessorio per antonomasia, hanno fatto molta strada dalla loro invenzione fino ad oggi. Solo nel ventesimo secolo, infatti, il mondo ha finalmente realizzato il loro fascino e le varie sfumature nei diversi design. Possiamo dire che sono diventati una vera dichiarazione di stile. Questo ha aperto la porta ad una miriade di tendenze nei decenni successivi, coprendo di tutto, dai semplici look da spiaggia alle creazioni sovradimensionate con il logo. Così, dai leggendari occhiali da sole a forma di cuore della Lolita di Stanley Kubrick agli iconici Manhattan disegnati da Oliver Goldsmith e portati a mezza’occhi da Audrey Hepburn per spiare le vetrine di Tiffany, gli occhiali da sole definiscono la personalità di un personaggio e ci dicono moltissimo della persona che li indossa. Basti pensare che, noti come vitreos ab oculis ad legendum, alla fine del Duecento gli occhiali erano conosciuti come l’accessorio in grado di distinguere addirittura il livello sociale e il ruolo intellettuale di chi li indossava. Gli occhiali da sole divennero di moda per la prima volta nel 1929, quando Sam Foster iniziò a vendere occhiali protettivi sulle passerelle lungo litorali del New Jersey. Anche se ci sarebbe voluto del tempo prima che prendessero piede tra le masse, le prime star di Hollywood adottarono quelle di Foster Grants e altre montature rotonde, contribuendo a mostrare al mondo quanto potessero essere chic questi occhiali.

Gli occhiali da sole negli anni ’50
Ma sono gli anni ’50 a segnare il primo grande cambiamento nella forma degli occhiali da sole, l’occhio di gatto è diventato popolare come specchio del boom economico del dopoguerra. Fecero la loro comparsa anche occhiali a farfalla o con eccentrici alettoni di pizzo, e ancora decorazioni di strass o perle. L’aspetto fiero e sfrontato di questa forma di occhiale è diventato rapidamente una parte essenziale dello stile iconico del tempo, apprezzato da celebrità come Audrey Hepburn.
Come non citare gli occhiali che hanno fatto la storia della moda come quelli di Helena Rubinstein a maschera del 1968, o quelli a farfalla gigante di Pierre Cardin del 1970, o ancora quelli trasparenti monocolore di Dior.
Negli anni ’60, invece, lo stile optical e mod ha segnato lo spirito di quegli anni proprio all’inizio di una rinascita culturale. Ecco che infati gli occhiali da sole hanno cominciato a modificarsi tanto quanto gli orli delle gonne. Cornici enormi e squadrate, bianchi e neri a scacchi, abbinamenti stravaganti di colore erano alcune delle caratteristiche più ricercate nelle montature di quegli anni.

Il cambiamento nel tempo
Ma con il passare del tempo e nello scorrere di un’era di grandi cambiamenti, gli occhiali da sole sono diventati più trasparenti, aprendosi a sogni dominanti di pace e amore: negli anni ‘70. Le enormi lenti sono rimaste, ma le forme più morbide e le tinte pastello hanno creato un’atmosfera rilassata per abbinarsi ai capelli fluenti e ai jeans a zampa di elefante .
La sperimentazione di forme colori, materiali e stili ha proseguito nei decenni assorbendo la creatività delle case di moda e dei designer più attenti e talentuosi.
Oggi gli occhiali da sole fanno parte della vita e dello stile di ciascuno. E sebbene non sia ancora chiaro quale sarà la tendenza futura dei prossimi anni ecco alcuni spunti con le tendenze di questa stagione, da cui prendere ispirazione per proteggersi dal sole con stile nell’estate ormai alle porte.

INTERVISTA

ILARIA – Ciao Domenico e benvenuto su “COOL MAGAZINE INTERNATIONAL”. Inizierei la nostra chiacchierata con una prima domanda: Quanto è stato difficile, per te, arrivare dove sei oggi?
DOMENICO – Sono sempre dove e con chi voglio stare. Non è stato difficile arrivare dove sono perché ho semplicemente seguito ciò che sono. Quando lavoro ritrovo me stesso, non riuscirei a vivere se non avessi la possibilità di esprimermi, di disegnare e di creare. Ho la fortuna di fare quello che amo e nonostante abbia fatto – e continui a fare – una gavetta caratterizzata da molti sacrifici, non l’ho mai definito un lavoro stancante, ma appagante.

ILARIA – Dietro ogni disegno c’è molta ricerca che spazia dall’arte a qualsiasi altra sua forma ed espressione ma soprattutto c’è un’idea, un’intuizione.
DOMENICO – L’immaginario comune dello stilista che viene folgorato da un’ispirazione è in parte errata. Dietro 30 disegni c’è ne sono altri 100 che prima vengono scartati perché la prima idea non è mai quella giusta ma è sempre un punto di partenza.

ILARIA – Per una carriera di successo cosa occorre?
DOMENICO – Ambizione, tanta volontà ed umiltà quanto basta!

ILARIA – Qualche curiosità legata alla storia degli occhiali da sole. Come sono nati e come sono arrivati ai giorni nostri?
DOMENICO – Qual è l’origine dell’occhiale da sole? L’origine dell’occhiale da sole si colloca molto in là nel tempo, nella preistoria! Il primo popolo a sentire l’esigenza di schermarsi dai raggi del sole furono gli Inuit, popolazione delle regioni costiere artiche e subartiche dell’America Settentrionale e del nord-est della Siberia. Inventarono dei rudimentali occhiali per proteggersi dal riverbero della neve e del ghiaccio. Si trattava di montature senza lenti vere e proprie, in legno o ossa animali, generalmente di tricheco, con una fessura che permetteva una visuale ristretta ma priva di riverberi. Le invenzioni nell’ambito degli occhiali da sole continuarono nel corso della storia anche nel periodo dell’Impero romano. Lo storico Plinio racconta che l’imperatore Nerone osservasse gli spettacoli dei gladiatori attraverso gli smeraldi che posizionava davanti agli occhi fornendogli sollievo dagli intensi riflessi dei raggi del sole. Anche in Cina, sin dal XII secolo, si adottò la tecnica di servirsi di minerali per schermare gli occhi dai raggi solari, precisamente si usavano i cristalli di quarzo soprattutto nelle aule di giustizia perché si prescrisse ai giudici di nascondere il loro sguardo ed apparire imparziali. Fu il 1700 il secolo delle grandi scoperte nell’ambito dell’ottica. In Italia, a Venezia, le vetrerie di Murano produssero i primi veri occhiali da sole, che venivano usati dai nobili durante i trasferimenti in gondola. In Inghilterra nel 1752 James Ayscough, costruttore di strumenti scientifici e apprendista ottico, cominciò una serie di esperimenti con lenti colorate. Lui riteneva che gli occhiali colorati di blu o verde potessero migliorare la vista dei non vedenti.

ILARIA – L’occhiale da sole in età contemporanea, invece?
DOMENICO – E’ nel corso del 1900 che l’occhiale da sole ha raggiunto un pubblico ampio ed eterogeneo, diventando anche accessibile alle masse. I divi di Hollywood li iniziarono ad indossare in pubblico per non farsi riconoscere dai fans ma questo produsse l’effetto che gli appassionati di cinema iniziarono ad emulare i grandi divi indossando gli occhiali da sole. L’occhiale da sole ottenne così l’interesse dei grandi produttori industriali. Fu Sam Foster nel 1929 a fondare la prima azienda produttrice di occhiali da sole per tutti, non più solo appannaggio dei militari. Lui introdusse il concetto di collezione: la griffe Foster Grant creò il primo occhiale da sole glamour che sfilò sulle passerelle di Atlantic City. Già dal 1938 gli occhiali da sole suscitarono l’interesse della stampa, che li definì il principale accessorio delle donne negli Stati Uniti d’America. Saranno gli investimenti militari a giocare un ruolo fondamentale. Negli anni ’30 gli aerei da guerra riuscirono a raggiungere quote sempre più elevate e per permettere una visione chiara ai piloti, si cominciarono a costruire occhiali con lenti oscurate a specchio. Nel 1936 si compì il passo decisivo grazie alle ricerche di Edwin H. Land, fondatore della Polaroid Corporation, che brevettò lenti anti-raggi UV. Inizialmente usati dall’aeronautica militare, i classici occhiali “a goccia” si commercializzarono poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e riscossero enorme popolarità tra il grande pubblico.

ILARIA – Sono misteriosi, grandi, inafferrabili, spesso nascosti dietro grossi occhiali da sole neri, altri sotto un’armatura di tatuaggi. Sono le icone di stile, designers, modelle, giornalisti. Sono coloro che la moda la creano e la impongono con disinvoltura da decine di anni ormai. Ma saranno davvero così intoccabili e perfetti questi grandi nomi del fashion system? O sono più umanamente strani di quanto pensiamo?
DOMENICO – Siamo tutti strani, ognuno a proprio modo. Non sarebbe corretto fare nomi. La stravaganza di alcuni è un valore aggiunto più che una nota di demerito, a mio parere.

ILARIA – La TV ha un ruolo chiave per la nostra quotidianità… sei d’accordo?
DOMENICO – Ni. La televisione italiana definisce l’identità sociale dell’uomo moderno, da oltre sessant’anni, diventando un elemento irrinunciabile del contesto tricolore. Ma bisogna saperne fare buon uso. Non tutto ciò che la TV trasmette è vero… molte cose sono ingannevoli e tante altre “fake news”.

ILARIA – Una STAR italiana famosa a livello mondiale che porti nel cuore?
DOMENICO – Raffaella Carrà. Apprezzata compiutamente a livello internazionale prima di Laura Pausini. Il caschetto biondo più famoso del mondo dello TV e dello spettacolo non sarà mai dimenticato. Raffaella ha rappresentato, al pari di pochi altri, la televisione italiana. Lo ha fatto incarnando nel suo volto, nel suo corpo, nella sua grandissima professionalità, alcuni cambiamenti epocali nella storia della televisione italiana… e non solo! Concordo pienamente con questa affermazione: “Non ci si improvvisa, per diventare grandi serve esperienza”. Icona poliedrica e professionista meravigliosa, donna forte, sensuale e trasgressiva, artista e diva senza tempo, senza età, manca tantissimo a tutti noi che l’abbiamo amata per la sua semplicità ed umiltà.

ILARIA – Cambiando argomento… Cosa pensi delle religioni?
DOMENICO – Io sono Cristiano Cattolico. Rispetto chi professa una religione diversa dalla mia. Rispetto chi si dichiara ateo. NON rispetto chi denigra e si fa beffe di chi Crede… E qui mi fermo.

ILARIA – Cosa rappresenta Dio per te?
DOMENICO – Il senso della mia vita.

ILARIA – Quale frase di Papa Giovanni Paolo II ti è rimasta più impressa?

DOMENICO – “Non abbiate paura. Aprite, anzi, spalancate le finestre a Cristo!”

ILARIA – A tuo parere, la chiesa cattolica si dovrebbe un po’ “modernizzare”?
DOMENICO – Qui entriamo in un argomento che può essere tanto semplice quanto spinoso e complesso. Parliamo di una delle “istituzioni” più durature del genere umano… il fatto che si sia evoluta nel tempo ha fatto si che sia passata quasi indenne nei molti secoli di storia. Due degli esempi più recenti ed evidenti a riguardo li abbiamo avuti con gli ultimi due Papi, un conservatore ed un gesuita. Non sta a me asserire se deve modernizzarsi, io credo in Dio, non credo nelle porcherie compiute dagli esseri umani.

ILARIA – Invia un saluto ai lettori…
DOMENICO – Ti ringrazio per la disponibilità, l’efficienza, la simpatia, la grande professionalità che mi hai dimostrato. Ai lettori ed ai miei fans auguro tanta fortuna e serenità.

Vi aspetto sul mio sito https://www.dstyleyewear.com/

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Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente da Domenico Auriemma alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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