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ISABELLA D’ISOLA: “LA DANZA FRA MITO E FILOSOFIA”

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato per noi e per voi la scrittrice Isabella D’Isola

Descrizione, (in breve), del libro.

La rivisitazione dei miti greci percorre tutta la storia della danza classica. Ciascuna epoca propone la sua interpretazione predisponendo coreografie, scenografie e costumi in sintonia col tempo storico. Tuttavia prevalgono le letture classiche e tradizionali dei miti, ad eccezione di quelle influenzate dalla psicanalisi.

Quali sono i miti ricorrenti? Quali i personaggi mitici maggiormente rappresentati? Il testo cerca di fornire alcune risposte, indagando altresì l’influenza dei mass media sulla riproduzione dei balletti. Un tema non meno intrigante riguarda l’uso dei corpi e la funzione pedagogica della danza. Una breve appendice è dedicata a Rudolf Nureyev.

INTERVISTA

ILARIA – Benvenuta Isabella. Come stai? Quando è nata in te l’idea di dar vita al libro “La danza fra mito e filosofia”, edito con Viola Editrice?
ISABELLA -Buongiorno a tutti. Il libro ha avuto una gestazione complessa poiché ho cambiato più volte la sua impostazione. Inizialmente pensavo di approfondire il discorso su Nureyev, avendo già scritto un testo su di lui, ma poi i miti mi hanno maggiormente coinvolta e Nureyev è diventato​ una sorta di appendice .
ILARIA – La rivisitazione dei miti greci ripercorre tutta la storia della danza classica, raccontaci…
ISABELLA – I miti greci accompagnano la nascita e lo sviluppo della danza dal 1500 circa in poi. Ciascuna epoca storica li ha “usati” in modo diverso, secondo le finalità politiche, ideologiche, artistiche del tempo. Mi interessa capire il loro significato al di là della contingenza temporale. La presenza costante dei miti esplicita la loro ricchezza e profondità, la molteplicità dei significati che si possono attribuire loro. In fondo mostrano la potenza dell’immaginazione dei greci.

ILARIA – Ciascuna epoca propone la sua interpretazione predisponendo coreografie, scenografie e costumi in sintonia col tempo storico, parlacene.
ISABELLA – Anche la danza, come tutte le arti, è figlia del tempo storico in cui viene rappresentata. E’ impensabile, ad esempio, che il nudo dei ballerini di oggi potesse essere rappresentato nel 1600. Anche i significati e le modalità del balletto seguono la storia: è sufficiente verificare quanto accade​ alla danza nel​ ​ periodo delle Rivoluzione francese.
ILARIA – Quali sono i miti ricorrenti? Quali i personaggi mitici maggiormente rappresentati?
ISABELLA – Ci sono personaggi mitici ricorrenti nei balletti, come ad esempio Apollo, e ci sono racconti mitici ricorrenti, come Edipo e soprattutto Orfeo. Il mito di​ Orfeo ed Euridice è rivisitato con notevole frequenza. L’amore e la morte sono temi che coinvolgono gli spettatori al di là del tempo storico.

ILARIA – Il tuo testo cerca di fornire alcune risposte, svelaci quali.
ISABELLA – Se svelo tutto, nessuno legge il libro! Non fornisco tanto risposte quanto tesi diverse a confronto in modo che ciascun ballettomane possa​ trarre da solo​ delle conclusioni.
ILARIA – Una breve appendice è dedicata a Rudolf Nureyev, come mai?
ISABELLA – Nureyev è per me (ma non solo per me !!!)​ una sorta di amore assoluto. I motivi solo molti: l’abilità tecnica, le rarissime capacità interpretative, l’eleganza (non fa mai l’acrobata), l’intensità emotiva. E’ anche un esempio di lavoro forsennato e di dedizione totale all’arte, nonostante il caratteraccio, nonostante una malattia spaventosa. Particolare non da poco: era anche bello, di una bellezza non stereotipata ma piena di personalità.
ILARIA – Hai dei riti particolari per aiutare il flusso delle tue idee creative?
ISABELLA – Nessun rito ma solo studio e attenzione. Non so quanti balletti ho guardato. Forse ho scritto il libro per giustificare la cospicua visione dei balletti.
ILARIA – Quanto c’è di te nel tuo manoscritto?
ISABELLA – Di me c’è la passione per Tersicore e per la Grecia, ovvero per la filosofia e per i miti.

ILARIA – In questo libro c’è l’elemento magico: la danza.Raccontaci.
ISABELLA – Le magie non si raccontano! Si vivono.​ La danza è un duro lavoro quotidiano, è una ricerca di perfezione, è piedi doloranti e sanguinanti, è contrazione muscolare, è sforzo di superare se stessi. La magia è negli occhi di chi guarda ; dietro c’è un lavoro non magico ma durissimo.
ILARIA – Descrivi il tuo libro usando 5 aggettivi.
ISABELLA – Non so proprio cosa scrivere. Magari 5 aggettivi, ma anche meno , possono venire in mente a chi legge il libro. Speriamo che gli aggettivi siano clementi!

iLARIA – Quali i tuoi miti danzanti?
ISABELLA – Mi occupo di miti greci anche dal punto di vista delle donne e degli animali . Nel libro c’è comunque la filosofia che interpreta la danza​ e​ che si rappresenta come danza del pensiero.
ILARIA – A quale dei tuoi molteplici libri sei maggiormente legata e perché?
ISABELLA -​ Mi sento a mio agio soprattutto quando scrivo di filosofia (ad esempio, Le isole delle meraviglie)​ e ricordo di aver scritto con grande partecipazione Passo a due con Nureyev.

ILARIA – Cosa bolle in pentola?
ISABELLA – Mi piacerebbe saperlo…
ILARIA – Grazie per essere stata mia ospite. Manda un saluto ai nostri lettori…
ISABELLA -Grazie a tutti per la pazienza e l’attenzione.

Per saperne di più

Titolo: “La danza fra mito e filosofia”.

Autrice: Isabella D’Isola.

Editrice: Valentina Succi.

Casa editrice: Viola Editrice.

Collana: Arte.

Pagine: 109.

Tipo: brossura.

Copertina: a colori.

Grafica strutturale: Luca Dentale.

EAN: 9788831250696.

Prezzo: 15 euro.

Finito di stampare: Marzo 2022.

COOL MAGAZINE INTERNATIONAL 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dalla scrittrice Isabella D’Isola alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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