Cool Magazine International

Mario Zamma, un artista vero

Intervista a cura di Ilaria Solazzo

Quella di Mario Zamma, al secolo Mario Lomazzo da Sorbo Serpico, è la storia di un artista vero, di un ragazzino che ha saputo inseguire i suoi sogni fino a raggiungerli. Tutto grazie ad un talento innato, esploso sin da quando era un bambino.

ILARIA – Mario Zamma, comico, musicista, rumorista, imitatore, attore, poeta, scrittore, ma soprattutto laziale. Quando hai cominciato a dare spettacolo?
MARIO – Mario Zamma nasce come Cantante alla tenera età di 5 anni. Mentre tutti gli altri Bambini cantavano i classici dello zecchino d’oro, io insolitamente iniziai, circa 50 anni fa, a cantare le canzoni dei grandi: questa cosa fu una vera e propria innovazione, tanto che dopo aver partecipato e vinto moltissimi festival canori dell’epoca gli organizzatori decisero di portarmi a cantare solo come ospite, altrimenti gli altri bambini non avrebbero più partecipato. Per me quella di cantare canzoni da grandi fu una scelta obbligata, una normalità; essendo il quinto di cinque figli ascoltavo le canzoni dei miei fratelli che avevano allora un meraviglioso complesso (così si chiamavano le Band dell’epoca) dal nome “La Nuova Sensazione”. A 14 anni vi entrai a farne parte come pianista e cantante.

ILARIA – La scelta di iscriverti al Conservatorio “Cimarosa” fu obbligata?
MARIO – ‘Cantante in erba’ fu il primo approccio con l’arte del canto. Il successivo passo fu quello di iscrivermi al Conservatorio per imparare a suonare uno strumento in maniera seria. Fin da bambino ero anche molto portato a fare le imitazioni. Prendevo in giro i professori già dalle medie facendogli il verso, facendo imitazioni di alcuni comici dell’epoca e riscuotendo un enorme successo. Ma anche facendo salire il mio vicino di casa più volte credendo di essere stato chiamato dalla madre, mentre in realtà ero io che la imitavo. Visto il successo ottenuto con le imitazioni misi su un vero e proprio spettacolino che piacque molto e approdai a una Radio locale che amplificò il mio talento. I primi sketch comici di cabaret scritti da me mi portarono a fare molti spettacoli ad Avellino e dintorni. Anche i rumori ne facevano parte. Dalla sirena di una nave, che era l’inizio di una crociera inventata da me per farci salire tanti ospiti sopra e fare spettacoli. Su quella nave immaginaria facevo il comico, il presentatore, il cantante che si accompagnava da solo con il pianoforte e tante imitazioni.

ILARIA – Chi fu il primo a darti una chance in TV?
MARIO – La scelta del conservatorio fu azzeccata: primo perché imparai a suonare il pianoforte in maniera da poter eseguire qualunque genere musicale, ma anche perché mi fece incontrare una persona, un docente della cattedra di violino, che riconobbe in me un vero talento dello spettacolo. Un giorno mi disse, testuali parole: “Giovanotto lei fa bene a imparare a suonare il piano ma ho origliato e spiato nei momenti di ricreazione quello che riesce fare in questa aula: suona, canta, imita, fa il comico, intrattiene, tanto che tutti gli alunni ogni giorno non vedono l’ora di passare un po’ di tempo con lei” Ci divertimmo tanto. Ho un bellissimo ricordo di quegli anni meravigliosi. Fu Maurizio Pietrantonio a organizzare un incontro in Rai, il più importante della mia vita, con il direttore e responsabile della programmazione di cultura più importante del Tg1: Prisma, settimanale di informazione di cinema, teatro, spettacolo e televisione: il dott Gianni Raviele. Mi intervistò Lello Bersani e da lì cominciò tutto.

ILARIA – Le imitazioni diventarono il tuo trampolino di lancio, o sbaglio?
MARIO – In quella trasmissione, tra le tante cose presentate, portai anche l’imitazione di Ciriaco De Mita che divenne la mia più importante caratterizzazione. Sì, le mie non sono mai state Imitazioni ma caratterizzazioni, nelle quali oltre ad imitare ci mettevo del mio. Questo personaggio mi portò molta fortuna. Lo proposi insieme ad un mostro della televisione di allora, Gino Bramieri, che mi volle con sé mentre imitava Bettino Craxi nel programma GB Show. Durante quella mia apparizione mi notò Pierfrancesco Pingitore che aveva appena cominciato una serie di trasmissioni di grandissimo successo portando il teatro in diretta, prima su Rai 2 in seconda serata, poi il grande salto su Rai 1 con trasmissioni come Biberon, Creme Caramel, Rose Rosse e tante altre. Fu così che entrai a far parte della nota compagnia teatrale Il Bavaglino facendo non so neanche io quanti personaggi: Rosi Bindi, Carmen Lasorella, Rosa Russo Jervolino, Romano Prodi, Di Pietro, Beppe Grillo, Tremonti, Salvini, Conte, Luciano Rispoli, Malgioglio, la Carlucci, Afef e tanti altri personaggi inventati per la satira di costume. Con me tanti meravigliosi compagni di viaggio: da Pingitore a Mario Castellacci, autori come Carla Vistarini e successivamente Oreste Lionello, Pippo Franco, Gullotta, Martufello e le bellissime donne Pamela, Valeria, Milena Miconi, Nataly Caldonazzo e tante altre. Mi scuso se non ho citato qualcuno. Dai costumi meravigliosi di Maurizio Tognalini e Graziella Pera alle Coreografie di Hevelin Hannah. I truccatori Valter Cossu e Gino Zamprioli, bravissimi, che hanno impreziosito il nostro lavoro, alle assistenti Marina Cirilli e Laura… tutti meravigliosi.

ILARIA – Sono stati anni di gloria e di successi, tra televisione e teatro, al fianco di mostri sacri come Oreste Lionello e Pippo Franco oltre alle tante bellissime donne protagoniste della rivista per eccellenza. Se l’arte dell’imitazione ti ha dato il successo e la notorietà, quella della caratterizzazione ti sta regalando le soddisfazioni forse maggiori da un punto di vista meramente artistico. E’ così?
MARIO – Molti anni di successi anche su Canale 5, anni irripetibili…

ILARIA – Quali sono i ricordi più belli legati al Bagaglino?
MARIO – Tantissimi, ma non solo legati al Bagaglino. Ricordo di aver partecipato con successo con Pippo Baudo per Fantastico 6, l’anno successivo andai a ‘Serata in onore di’ e duettai con Eros Ramazzotti. Tante volte da Raffaella Carrà, un ricordo bellissimo. Tante altre trasmissioni, Domenica in, etc… tutti ci volevano come ospiti. Serate ovunque, a volte a Capodanno facevo il doppio spettacolo, Napoli e Salerno, e tante volte capitava un po’ più lontano; per fortuna avevo un bravo autista, Antonio, che ha condiviso con me chilometri e chilometri.

ILARIA – Come vivevi e vivi la notorietà?
MARIO – Ho passato qualche anno di calma, diciamo così, per non essere polemici. Diciamo che la televisione ha fatto scelte diverse… il tempo e questo stop mi hanno dato però una grande opportunità di fermarmi a capire e ragionare. Alcuni anni non sono stati per niente facili ma siamo qua. Nel 2016 iniziai una tournée con uno spettacolo, la Commedia ‘Tre Papà per un Bebè’ per la Regia di Roberto D’Alessandro. Devo dire grazie a Nicola Canonico, un giovane produttore che ha creduto in me, abbiamo fatto più di cento repliche. La commedia, insieme ad Alessia Fabiani, Peppe Cantore e lo stesso Nicola Canonico è andata proprio bene. Conoscendomi meglio Nicola decise di produrre un mio One Man Show, una commedia che ho scritto io stesso con Roberto D’Alessandro ed è stata un successone, ancora oggi la propongo: Sbussolati. Ad oggi, dal 2018, sono a centoventi repliche. Proprio per Sbussolati ho scritto delle cose all’interno di questo meraviglioso spettacolo che è sì comico ma pieno di contenuti drammatici e malinconici… volevo una storia vera e nella quale molte persone in sala ci si rispecchiassero. Da lì poi l’idea di scrivere il mio primo libro, MalinComico, e poi Poesiando, edito da Bertoni editore. Questa nuova avventura, anche se meno importante della prima, mi sta dando enormi soddisfazioni, portando i miei libri in giro per l’Italia.

ILARIA – Che rapporto hai con i tuoi fans?
MARIO – Ottimo.

ILARIA – Dei tanti nomi dello spettacolo italiano chi porti nel cuore e perché?
MARIO – Il personaggio che devo ringraziare particolarmente per avermi dato la spinta a scrivere è Oreste Lionello, il quale mi invogliava a non buttare via i miei più profondi pensieri, anzi mi incentivava a scriverne altri. Fu proprio lui, qualche giorno prima di morire, a regalarmi una sua poesia… ho vissuto questo gesto come un meraviglioso passaggio di testimone. Grazie Maestro.

ILARIA – Se tu potessi portare in TV un tuo format di cosa tratterebbe?
MARIO – Il prossimo programma aspetto che me lo consegni il fato… spero di fare bene e soprattutto di non deluderlo… buona vita.

ILARIA – Quanti sogni hai nel tuo cassetto magico?
MARIO – I sogni sono sempre tanti, come quando ero bambino… anche se ho fatto tantissime cose e ho ricevuto onorificenze importanti come quattro Telegatti e ho avuto l’onore di girare un piccolo cameo con il premio Oscar per la regia di Cloode Le Looche e Gian de Rigiardin, premio Oscar per il film the Artisti. Quando finisco un lavoro ne comincio un altro con lo stesso entusiasmo, come se fosse il primo.

ILARIA – Se tu potessi fare un regalo all’umanità, per cosa opteresti?
MARIO – Da piccolo mi dicevano: ‘cosa vuoi fare, cosa vorresti diventare?’ Non ho mai visto questo meraviglioso lavoro come un mezzo per diventare ricco e famoso ma con la speranza di poterlo fare per sempre. Io vivo di quelle emozioni che spero di riuscire a trasmettere a chi in quel momento vive con me quello che sto facendo. Mi auguro che la gente, visti i tempi orrendi che stiamo tutti vivendo, torni a sorridere ad emozionarsi. Spesso i telegiornali ci bombardano di brutte notizie e la gente ha paura: pur di non morire ha smesso di vivere. Lo spero per i più giovani altrimenti consegniamo loro quella società che ho combattuto e che continuo a combattere ogni giorno. La cultura, come l’amore, diventano gli unici veicoli che rendono l’essere umano ancora libero di sognare.

ILARIA – Cosa bolle in pentola?
MARIO – Attualmente sono in giro per l’Italia con una nuova Commedia ‘Stasera mi butto’ con Alessia Fabiani e Salvo Buccafusca. Mi piace, anche se non l’ho scritta io: è piena di contenuti che toccano il sociale, tema per me molto importante.

COOLMAGAZINEINTERNATIONAL 2022 © RIPRODUZIONE RISERVATA

Questa intervista è stata rilasciata da Mario Zamma, in esclusiva, alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

(Visited 35 times, 1 visits today)