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Musonio l’Etrusco di Luciano Dottarelli

VI PRESENTIAMO “MUSONIO L’ETRUSCO” IL LIBRO DI LUCIANO DOTTARELLI EDITO DA ANNULLI EDITORI.

DESCRIZIONE

Conosciuto come l’Etrusco perché nato e cresciuto a Volsinii, Gaio Musonio Rufo godette di grande fama e prestigio morale sia tra i suoi contemporanei che durante tutta la tarda antichità. Per la rettitudine della sua condotta di vita e per il coraggio con cui affrontò la persecuzione di Nerone e l’esilio, venne definito “il Socrate romano” e considerato un “modello di vita perfetta”. Oggi, a duemila anni di distanza, alcuni tratti del suo pensiero (come la concezione della donna, o le considerazioni sull’alimentazione vegetariana) suonano ancora estremamente vitali e nient’affatto arcaici. Luciano Dottarelli lo dimostra ripercorrendo la vita del filosofo attraverso una puntuale indagine storica, documentale e bibliografica, che riporta giustamente alla luce uno dei pensatori più originali e interessanti dell’antichità.

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato, oggi, per noi e per voi di “Cool Magazine International” lo scrittore Luciano Dottarelli.

Intervista

ILARIA – Ciao Luciano e benvenuto su Cool Magazine International. Partiamo subito dalla prima domanda. Cosa ti ha spinto ad intraprendere la carriera di scrittore?

LUCIANO – Il fatto di aver scritto diversi libri non mi fa sentire impegnato in una carriera di scrittore. La mia professione è stata e continua a essere soprattutto quella di educatore. Si può educare anche senza dover scrivere una sola parola. Musonio l’Etrusco – per richiamare il filosofo di età ellenistica a cui è dedicato il libro da cui prende spunto quest’intervista – era considerato il Socrate romano anche perché non ci ha lasciato niente di scritto. E, del resto, il Maestro per eccellenza della nostra tradizione spirituale, Gesù, mi sembra che nei Vangeli sia rappresentato un’unica volta a tracciare qualche indecifrabile segno sulla sabbia.

Ciò detto riguardo alle pretese e ai limiti della scrittura, confesso che mi è sempre piaciuto scrivere, anche solo per dare forma stabile ai miei pensieri. Come forma di comunicazione, la pratico con misura, quando penso di aver qualcosa da dire che possa interessare anche chi è oltre la cerchia delle persone che raggiungo direttamente come docente e persona impegnata nella cittadinanza attiva.

ILARIA – Hai delle abitudini particolari durante la scrittura?

LUCIANO – Ormai digito i miei testi direttamente al computer, mentre ascolto musica classica, preferibilmente strumentale. Anche se non condivido il punto di vista di Schopenhauer, che la considerava la forma più limpida e pura di musica e la poneva al culmine della via artistica di liberazione dal dolore del vivere, la musica di soli strumenti mi aiuta nella concentrazione, proprio perché più asemantica, meno evocatrice di immagini e concetti che potrebbero interferire con i pensieri che vado organizzando. Per me che negli ascolti ordinari privilegio invece la congiunzione di musica e parole, è una sorta di privazione ascetica, che favorisce la creazione.

ILARIA – Quale messaggio hai voluto lanciare con il tuo libro edito da “Annulli Editori”?

LUCIANO – In un contesto di forte interesse per gli studi di genere e per la filosofia come modo di vivere, ho inteso richiamare l’attenzione sul pensiero e la pratica di vita filosofica di uno dei principali esponenti dello stoicismo etrusco-romano. Conosciuto come l’Etrusco perché nato nel I secolo d.C. da un’importante famiglia di Volsinii, – la città romana erede dell’etrusca Velzna – Gaio Musonio Rufo godette di grande fama e prestigio morale sia tra i contemporanei che durante tutta la tarda Antichità. Per la rettitudine e il coraggio con cui affrontò la persecuzione di Nerone e l’esilio, venne considerato un «modello di vita perfetta». La sua concezione della donna, in cui si riflette il retroterra culturale etrusco, presenta indubbi elementi di novità rispetto alla tradizione misogina greco-romana; mentre le sue considerazioni sulla sessualità e sul matrimonio hanno avuto grande influenza sui principali autori cristiani dei primi secoli. Concependo la filosofia come una «scienza di vita», Musonio proponeva una coerente pratica di elevazione spirituale coinvolgente insieme il corpo e l’anima. Un esercizio al rigore nel pensare e alla franchezza nel parlare, a cui si accompagnavano l’alimentazione vegetariana, la sobrietà nel vestire e nell’abitare, la pratica della nonviolenza e la coltivazione della terra come attività più consona alla vita filosofica. Tutti motivi che lo rendono di grande attualità.

ILARIA – Come mai tanti di noi, a tuo avviso, affidano la propria vita al destino?

LUCIANO – Credo che in chi afferma di affidarsi al destino agiscano convinzioni e sensibilità molto diverse. C’è chi lo fa per poter prendere meglio la rincorsa nelle proprie decisioni di vita, illudendosi di essere sospinto da un vento di necessità e c’è chi lo fa per rassegnazione, non volendo cambiare il corso del mondo o sentendosi incapace di farlo. Presunzione e fatalismo sono le note estreme di una tessitura musicale che risuona nella vita di tutti. È chiaro che la nostra esistenza è consegnata a situazioni naturali, culturali e sociali che non dipendono da noi e la cui forza nell’orientare le nostre scelte non avrebbe senso né sarebbe giusto trascurare. Tuttavia – illusione per illusione – credo che non potremmo vivere senza lasciare aperto lo spiraglio di una possibile libertà, che ci costringe a fare i conti con la responsabilità delle nostre scelte personali. Almeno per quanto mi riguarda, preferisco vivere una vita orientata verso questo indicatore di senso.

ILARIA – Mentre scrivevi il tuo libro avevi già in mente tutta l’opera nella sua totalità?

LUCIANO – Sì, mi ero proposto di scrivere un libro che presentasse nel complesso la figura di questo filosofo, molto presente agli studiosi internazionali del pensiero antico ma sostanzialmente assente nel contesto italiano.

ILARIA – Qual è il libro più bello che hai scritto fino ad oggi?

LUCIANO – Il più bello non saprei dire, quello che ho più a cuore è Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi e altri maestri. Soprattutto per le poche parole di dedica alla mia nipotina Marlene con cui si apre. Ho voluto accompagnare in quel modo il suo lungo percorso medico per conquistare la possibilità di vedere e partecipare allo stupore di scoprire il mondo, che è poi anche l’emozione all’origine della filosofia.

ILARIA – Come hai scoperto la passione per la scrittura? Come l’hai coltivata?

LUCIANO – Come dire? Per osmosi. Sono sempre stato un appassionato lettore. L’ammirazione per i grandi scrittori, soprattutto poeti e filosofi, mi ha presto contagiato. Saper riconoscere e riverire la grandezza dei maestri del passato e del presente è il primo passo da compiere. Poi cercare di coltivare in proprio l’arte della scrittura resta un compito infinito.

ILARIA – Com’è cambiata la tua vita scrivendo?

LUCIANO – Scrivere libri non ha cambiato la mia vita più di quanto abbiano fatto altre esperienze decisive (lo studio, l’amore, l’insegnamento, la politica, la coltivazione della terra). È però una pratica che ormai l’accompagna quotidianamente, le è diventata familiare. Senza di essa, la mia vita sarebbe meno armonica e sensata.

ILARIA – Che sensazione si prova dopo aver pubblicato un bel libro?

LUCIANO – In ogni libro prendono forma le esperienze, le conoscenze, i pensieri, le emozioni più significative di una particolare stagione della vita. Quando decide che sia pronto per la pubblicazione, l’autore gli riconosce una sua compiutezza, lo giudica maturo per distaccarlo da sé e fargli vivere una propria vita autonoma. Ogni volta si prova la soddisfazione dell’artigiano o del contadino per il lavoro ben fatto. Che sia un “bel” libro lo deciderà poi soprattutto il suo incontro con quanti lo leggeranno.

ILARIA – Sei già in attivo con la stesura di un ulteriore manoscritto?

LUCIANO – Sparsi tra le cartelle del mio computer sono acquattati diversi file; ogni tanto faccio loro visita, modifico il titolo, qualche parte della struttura o interi periodi. Non hanno fretta di venire alla luce.

ILARIA – Se tu potessi fare un regalo all’umanità per cosa opteresti?

LUCIANO – Le grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo hanno già fatto doni meravigliosi all’umanità. Le hanno regalato parole e azioni concrete di amore, rispetto per tutti gli esseri viventi e per la terra, pace e giustizia. Il dono che nessuno di noi può fare – ma che sarebbe il più importante – è la capacità di apprezzarle e finalmente accoglierle nella pratica di vita, in modo che la specie umana diventi umanità nel senso più autentico.

ILARIA – Ci sveli due tuoi sogni nel cassetto?

LUCIANO – Il primo è quello di continuare a riempire il cassetto di sogni sempre nuovi. Il secondo, che si presenta davanti agli occhi ogni volta che apro il cassetto, è quello di realizzare un progetto di agricoltura sociale, in cui sia impegnata tutta la mia famiglia, a partire da Simonetta, con la sua competenza musicale e la sua splendida voce. Lo dico perché dovrebbe essere un luogo multiesperienziale, in cui coltivare la terra, fare filosofia, praticare musica. Uno spazio aperto, pluralistico, per la crescita culturale e la gioia della convivialità.

ILARIA – Cosa bolle in pentola?

LUCIANO – Soprattutto legumi, patate e verdure. Stiamo facendo le prove generali per il progetto agro-filosofico-musicale.

INFO SULL’AUTORE DEL LIBRO

Luciano Dottarelli, docente di discipline filosofiche, ha sempre coniugato l’attività didattica e di ricerca con un forte impegno civile e un’autentica passione per la terra. Ha promosso la costituzione del “Club UNESCO Viterbo Tuscia”, di cui è presidente.
I suoi interessi filosofici sono rivolti all’epistemologia, all’etica, alla filosofia politica e alla pratica filosofica.
Tra le sue pubblicazioni:

Popper e il “gioco della scienza” (Massari, 1992); Kant e la metafisica come scienza (Massari, 1995); introduzione al Saggio sulle malattie della mente di I. Kant (Massari, 2001); Utopia e ragione come luoghi di incontro con l’altro, in AA.VV., Le ragioni della speranza (La Piccola Editrice, 2003); Maneggiare assoluti. Immanuel Kant, Primo Levi ed altri maestri (Il Prato, 2012); introduzione e cura di L’anima verso il dono della libertà. Scritti di Pasquale Picone (Armando Editore, 2018). Con questa casa editrice ha pubblicato Musonio l’Etrusco. La filosofia come scienza di vita (2015); Freud. Un filosofo dietro al divano (2015); Riverberi. Di Tuscia e d’altro (2018).

DETTAGLI

Titolo: “Musonio l’Etrusco – la filosofia come scienza di vita”.

Autore: Luciano Dottarelli.
Editore: Annulli.
Collana: Storia e tradizioni.
Anno edizione: 2015.
Pagine: 176.
Tipo: brossura.
EAN: 9788895187457.
Prezzo: 13 euro.

https://www.annullieditori.it/libri/musonio-letrusco-la-filosofia-come-scienza-di-vita/

https://www.libreriauniversitaria.it/musonio-etrusco-filosofia-scienza-vita/libro/9788895187457

https://www.unilibro.it/libro/dottarelli-luciano/musonio-etrusco-filosofia-come-scienza-vita/9788895187457

https://www.ibs.it/musonio-etrusco-filosofia-come-scienza-libro-luciano-dottarelli/e/9788895187457

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Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente dallo scrittore Luciano Dottarelli alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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