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TIZIANA RINALDI, ARTISTA DI FAMA INTERNAZIONALE, SI RACCONTA

Ilaria Solazzo, giornalista pubblicista e blogger, ha intervistato Tiziana Rinaldi. 

Su di me…
C’è tutto un mondo di cose segrete e meravigliose. Vederle, interpretarle e portarle fino a voi è il mio mestiere così come si respira. Mi chiamo Tiziana Rinaldi, e sono un’artista. Il mio principale mezzo espressivo è la pittura, ciò che mi ispira è tutto. Tutto il mondo, quello che ci circonda e quello dentro di noi. Le luci, le ombre, i colori, gli spazi, i vuoti, il cielo. Il suono del vento tra le foglie, il moto delle maree, i fiori. Camminare nella prima luce del mattino. Le grida degli uccelli notturni. La prima stella. La poesia. Le storie delle persone, i loro desideri. I rimpianti, le paure, il bisogno di protezione. Chi si tiene in disparte, chi va lentissimo nel mondo, i cicli lunari, i laghi profondissimi. L’anima, il silenzio, la centratura. Il respiro. I fiori. Sono convinta che la bellezza possa divenire un elemento fondante della nostra vita e la mia aspirazione, neanche troppo segreta, è portare la mia personale interpretazione di bellezza fino a voi, come forma di ispirazione, calma, fiducia, respiro. Vorrei riuscire a parlare, tramite i miei dipinti, alla parte più profonda di tutti noi, con quel linguaggio sottile, che solo l’arte sa utilizzare.Grazie per essere nel mio sito, buona passeggiata nel mio mondo.

INTERVISTA

Artista con la A maiuscola, Tiziana scrive di sé: “Sono nata in una casa di mare, un giorno di fine autunno all’ora del tè…” Non ci è dato sapere di quale anno perché lei è così, una ragazza senza tempo, uscita da una tavolozza di colori che profumano di mare. 

ILARIA – Perché mare e colori sono tanto importanti per te, Tiziana?

TIZIANA – Come giustamente riportavi tu, sono nata nella casa di mare di un paese interamente circondato dal mare. La mia terra (Monte Argentario) era un’isola. Il tempo e le maree l’hanno unita alla terraferma tramite due strisce di sabbia chiamate tomboli, ma negli abitanti rimane forte la sensazione di essere isolani. Gente di mare venuta dal mare è la definizione che ci diamo. Il mare è l’elemento naturale che mi pervade e la sua impronta è in me sotto forma di ricordo fisso: l’odore delle alghe, gli scogli aguzzi su cui adattare i piedi nudi, la barca di mio padre con la quale uscivamo per giornate intere, calarsi in acqua e nuotare, o stare immobile a galla per poi immergersi ad occhi aperti e rimanere più tempo possibile in quel mondo azzurro liquido. Il mare era la prima cosa che vedevo al mattino, l’ultima che vedevo la sera. E anche la mia notte era cullata e scandita dai suoi suoni: i motori delle barche che uscivano, il tintinnio delle sartie che sbattevano nel vento, la risacca sul molo. Si può certamente dire che il blu è stato il mio primo colore, in tutte le sue declinazioni: dall’acquamarina, al turchese, al cupo grigioverde durante le tempeste, al blu oltremarino degli abissi più profondi. E’ stato così un fatto normale, immediato, naturale che il mare diventasse uno degli elementi più importanti dei miei dipinti. E anche e soprattutto del libro che ho scritto con più cuore: Ninablu.

ILARIA – “Dipingo perché quella volta avevo visto i girasoli…”. Quando hai cominciato a dipingere e quando hai capito che poteva diventare la tua professione?
TIZIANA – Sì, la storia dei girasoli è vera. Non la ricordo bene, ero molto piccola, ma mi è stata raccontata tante di quelle volte che posso riviverla nella mia mente fin nei più piccoli particolari. Era l’inizio dell’estate e rientravo a casa con mia madre. In Maremma, in quel periodo dell’anno, i campi di girasoli sono nel pieno della fioritura e probabilmente ne avevamo attraversati tanti. Fatto sta che una volta arrivate a casa presi fogli e pastelli, e seduta al tavolo di cucina iniziai a disegnarli. Da quel primissimo disegno, fatto quando ancora non sapevo neanche scrivere, sono passati molti anni per arrivare al momento in cui ho deciso che quello sarebbe stato il mio lavoro. Anche se intimamente lo avevo sempre sentito, e da che mi ricordi mi rivedo intenta a disegnare, ritagliare, incollare, avevo forse avuto paura nel prendere la vera decisione definitiva. Ho cercato di fare altri lavori, più seri – mi si diceva – più sicuri. Ma tutti i meravigliosi colori del mondo continuavano – per fortuna – incessantemente a chiamarmi, finché – finalmente – li ho ascoltati e ho risposto: va bene, eccomi, mi arrendo, arrivo. Da allora non ci siamo più lasciati.

ILARIA – Ninablu e La strada di Miro sono due dei tuoi libri in cui compari anche come autrice. Scrivere e dipingere, cosa preferisci fare? Dove ti senti più a tuo agio, o felice, tra i colori o tra le parole?

TIZIANA – Mi sento più a mio agio quando sono tra i colori. Ti dico però che sempre dipingo come se scrivessi una storia e scrivo come se dipingessi un quadro. Non c’è tanta differenza tra le due azioni, che possono a volte convivere, come è successo per Ninablu scritto e illustrato da me, o essere separate, come per La strada di Miro scritto da me ma illustrato da un altro illustratore, o per tutti gli altri libri scritti da altri che ho illustrato io.

ILARIA – Dipingere è un dono della natura o serve anche una formazione “scolastica”?

TIZIANA – Si parte da un dono, da un talento, che possiamo riconoscere come un richiamo costante, una voglia forte e imperativa di fare sempre e solo quella cosa. Altresì studio e impegno continui sono assolutamente necessari. Assieme alla voglia di sperimentare, rimanendo sempre aperti a ogni ispirazione. 

ILARIA – Quali consigli ti sentiresti di dare ad un/a ragazzo/a che volesse diventare un artista?

TIZIANA – Di non fare come me, che per molto tempo ho avuto paura di questa scelta, ma di seguire da subito la sua inclinazione, con coraggio e determinazione. Consiglio inoltre di osservare tantissimo, con grande attenzione e concentrazione, qualsiasi cosa: la caratteristiche uniche di un volto umano, l’eleganza di un gatto, la luce unica di un tramonto, gli orli delle colline in lontananza, la forma di un albero, le particolarità di un fiore, i tanti blu del mare, la forma cangiante delle nuvole, i vuoti tra gli oggetti. E poi copiare: copiando minuziosamente i dipinti che più amiamo, è come se li dipingessimo nuovamente assieme agli artisti che li hanno creati. Allo stesso modo, copiando un fiore o un oggetto, ne impariamo, piano piano, le forme (che sono poi cerchio, triangolo, quadrato, rettangolo, le classiche forme geometriche che stanno alla base di tutto), ne impariamo i vuoti, i pieni, i colori. Guardare con attenzione e copiare sono le prime due fondamentali azioni che apriranno, con pazienza, costanza e amore, la strada al proprio stile personale.

ILARIA – Il tuo libro preferito tra quelli scritti da te e tra quelli di altri autori con cui hai collaborato?

TIZIANA – Amo sia Miro che Ninablu. Anche se, sperando che Miro non si offenda, rimane Ninablu il libro preferito tra i due scritti da me. Perché Nina è il mio alter ego, la bambina che sono stata e che (da qualche parte di me) sono ancora. Ugualmente amo tutti i libri che ho illustrato, anche se… Bea di “Sono nata figlia unica” scritto da Luisa Staffieri, Quisquilia Benassi di “Quisquilia” scritto da Carla Rimondi, Sara e Giorgia di “Ali di libellula” scritto da Luisa Staffieri, rimangono nel mio cuore per essere quattro bambine forti, determinate, dal grande animo colmo di coraggio, amore e fantasia.

ILARIA – Quali progetti hai per il presente?

TIZIANA – Ti dico a cosa lavoro proprio in questo periodo: sto creando una linea di abbigliamento e oggetti di uso domestico personalizzati dalle mie immagini. In realtà sono anni anni che ci lavoro, ma fino a ora non avevo trovato la piattaforma giusta. Ora, pare che ci siamo…

ILARIA – Fatti una domanda e datti una risposta direbbe Marzullo… procedi pure.

TIZIANA – Una cosa che faccio spesso. Tiziana, fai un esercizio di presenza: dove ti trovi adesso? Sono seduta a uno dei tavoli del mio studio, sono le sei del pomeriggio di un giorno di Maggio. Alla mia sinistra la porta-finestra che apre sul giardino è inondata dal sole che sento sul collo, sulla spina dorsale. Spira un fresco vento leggero e teso, e la primavera invade l’aria tra fiori, nuove tinte di verde in tutte le tonalità e canti di uccelli. Voci di bambini nella strada, della musica proviene dalla stanza accanto. Ispiro, espiro. Entro nel mio corpo. Sono qui.

ILARIA – Il tuo sito web è variegato, bellissimo, contiene il tuo mondo… quali le prossime novità? 

TIZIANA – Soprattutto una: coltivare costantemente il mio giardino interiore. 

Grazie cara Ilaria per queste domande, ti abbraccio con affetto!

Sito web ufficiale dell’artista
https://tizianarinaldi.it/

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Questa intervista è stata rilasciata telefonicamente, in esclusiva, a titolo gratuito, dall’artista Tiziana Rinaldi alla giornalista pubblicista Ilaria Solazzo. Ne è severamente vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore (L. 22.04.1941/n. 633).

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